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Una ricerca Fujitsu evidenzia la necessità di una maggiore automazione nelle operazioni IT

In breve:

  • La ricerca evidenzia la difficoltà dei responsabili IT a dedicare il personale su temi strategici di business, perché ancora troppo impegnato in attività amministrative di routine
  • Budget, complessità e vincoli di tempo ostacolano le potenzialità dell’automazione IT
  • Quasi metà delle organizzazioni sta adottando, o pianifica di adottare, soluzioni software-defined data center

Milano, 7 settembre, 2017 – L'automazione delle operazioni IT potrebbe consentire una maggiore focalizzazione del personale su attività a valore aggiunto per rispondere alle mutevoli esigenze aziendali, riducendo il tempo impiegato in operazioni amministrative di routine; è questa la conclusione alla quale è giunta una recente indagine1, commissionata da Fujitsu alla società di ricerca Freeform Dynamics, e che ha coinvolto diversi leader IT. Dall’indagine si evince anche che, sebbene la maggioranza delle organizzazioni pensi che l’automatizzazione dell'IT sia fondamentale per affrontare le crescenti pressioni del mercato e dare valore al proprio business, la strada da fare è ancora lunga.

La pressione sull'infrastruttura IT e sui processi operativi è in continua crescita – 'rapidamente' o 'in modo costante' per più di tre quarti degli intervistati – e non accenna a rallentare. Le conseguenze sono che un responsabile IT su sette (14%) definisce "carenti" o "molto carenti" i servizi offerti per sostenere nuove o mutevoli esigenze aziendali, e quasi uno su dieci è concentrato nel controllo rischi connessi all'IT.

I picchi di lavoro di routine, dove molte persone spendono più tempo sulle infrastrutture o sulla gestione delle piattaforme rispetto alle attività di indagine e di pianificazione avanzata, sono il freno principale per molti reparti IT. Un terzo (32%) degli intervistati concorda sul fatto che, in un mondo ideale, il proprio personale operativo dovrebbe spendere meno o molto meno tempo nelle attività di amministrazione e gestione delle piattaforme IT e; più della metà (56%) preferirebbe potersi concentrare di più sulla pianificazione avanzata e il 50% sul coordinamento e la collaborazione con gli altri, al fine di migliorare le infrastrutture e i processi IT.

Le sfide operative sono guidate da una serie di fattori diversi. La complessità degli strumenti (68%), delle infrastrutture e delle piattaforme (76%) è il maggiore ostacolo alle operation, ma molti dipartimenti IT soffrono anche una carenza di competenze (61%) e di una forte dipendenza dai processi manuali e custom scripting (61%). I team IT si trovano ad affrontare grandi problemi dovuti alla larghezza di banda, soprattutto nelle attività chiave: uno su cinque (21%) afferma che i problemi di troubleshooting sono ‘importanti’, mentre il 19% evidenzia la difficoltà nella distribuzione di nuove applicazioni e servizi (19%) e nell’implementare aggiornamenti e riconfigurazioni (18%).

E’ necessario un approccio più coerente e automatizzato alle operazioni IT

I risultati della ricerca evidenziano la necessità di un approccio più coerente e automatizzato alle operazioni IT: la grande maggioranza degli intervistati vede l'automazione come "molto preziosa" o "valida" durante tutto il ciclo operativo - dal provisioning iniziale, fino alle operation di routine e di supporto e alla gestione dei cambiamenti in corso. Tuttavia, nonostante questo, pochi possono vantare adeguate capacità di automazione. Solo il 21% attualmente utilizza un provisioning di risorse completamente automatizzato e policy-driven, e appena il 17% ha automatizzato la migrazione dei workload, mentre solamente il 12% delle aziende può contare su un sistema automatico di autodiagnosi e auto-risoluzione.

Le considerazioni di budget, complessità e tempo sono i principali ostacoli per sfruttare il pieno potenziale dell'automazione delle operazioni IT: il 38% degli intervistati lamenta una mancanza di budget o altre priorità e il 29% si preoccupa della complessità dei nuovi sistemi. D'altra parte, molte organizzazioni riconoscono come un software-defined data center integrato (SDDC) possa aiutarli ad attuare una strategia di automazione. Quasi un quarto (24%) sta già adottando il concetto SDDC e un altro quarto (24%) sta progettando di farlo, convinti – lo è la grande maggioranza degli intervistati - che i sistemi pre-integrati e chiavi in mano possano aiutarli a ridurre al minimo i tempi di esecuzione, i rischi e i costi.

Olivier Delachapelle, Head of Enterprise Business, Category Management Data Center di Fujitsu in EMEIA, ha dichiarato: "Esiste una forte correlazione tra il livello di automazione in un'organizzazione IT e la qualità del servizio. L'aumento dell'automazione porta alla formazione di team altamente focalizzati sulla creazione di applicazioni e sullo sviluppo del business, piuttosto che una semplice specializzazione a livello di singoli sistemi. Questo rappresenta un fattore di successo fondamentale per la digitalizzazione. L'approccio definito dal software crea un ambiente completamente integrato, dinamico e virtualizzato che fornisce il livello di automazione necessario. Sebbene le organizzazioni ne comprendano i vantaggi, molte continuano a posticipare i propri investimenti verso ambienti software defined. Il portafoglio Fujitsu Integrated System PRIMEFLEX offre una gamma di soluzioni pre-integrate che forniscono una via veloce verso il software-defined data center ".

Note

1 La ricerca “The Impact of Automation on IT Operations”  è stata condotta nel giugno 2017 da Freeform Dynamics per conto di Fujitsu; sono state prese in esame 156 aziende leader del settore IT tra Germania, Svizzera, Austria, Regno Unito, Irlanda e Europa. La maggior parte degli intervistati proveniva da organizzazioni con più di 2.500 dipendenti; il 45 % invece proveniva da organizzazioni con più di 25.000 dipendenti.

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