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Export, in Libia oltre 1500 imprese

1 su 3 ha sede nel Nord-Ovest, tra i settori parte del leone dell’industria manifatturiera

Roma, 20 febbraio 2015 - Oltre 1500 imprese italiane rischiano di pagare lo stop dell’export causa l’escalation della crisi libica. Nel III trimestre 2014 sono state infatti 1.569 le aziende coinvolte in operazioni commerciali con la Libia. Un terzo di quelle che tra giugno e settembre hanno esportato i loro prodotti sull’altra sponda del Mediterraneo hanno sede nel Nord-Ovest (532 unità). Seguono le aziende del Nord-Est con circa 490 realtà (30,7%) e del Centro (289 imprese per un peso percentuale pari al 18,4%). Il restante 17% è imputabile alle imprese del Mezzogiorno.
Questo quanto emerge da un’elaborazione di InfoCamere – la società che gestisce il patrimonio informativo delle Camere di Commercio Italiane - su dati Registro delle Imprese e Agenzia delle Dogane.
L’analisi per settore mostra come il 53,3% delle imprese esportatrici appartenga al settore manifatturiero. Seguono il commercio (31,2%), i trasporti (4,3%) e l’edilizia (3,9%).
Se si guarda al numero assoluto delle operazioni effettuate dalle imprese italiane verso il Paese nordafricano, nel periodo considerato, ne risultano concluse poco più di 4mila, circa 3 per impresa. In media le più attive sono state le aziende del Nord-Est (3,4 operazioni a testa) e quelle appartenenti al settore dei servizi professionali che fanno segnare quasi 12 operazioni in media.

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