I casi di successo delle aziende italiane
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CBT e Intel portano semplificazione nella complessità infrastrutturale di Slowear

Attraverso un progetto orientato allo snellimento della gestione infrastrutturale, CBT e Intel hanno portato a un nuovo livello di efficienza i processi operativi di Slowear. Alle porte si profilano ulteriori sviluppi, che porteranno alla progressiva erogazione dell’intero ecosistema applicativo in modalità di servizio.

Il cliente

Slowear Spa è il gruppo tessile italiano cui fanno capo i quattro marchi di alta gamma Incotex, Zanone, Montedoro e Glanshirt, ognuno dei quali specializzato in una categoria di abbigliamento. Tutti i brand propongono collezioni dal gusto informale, accomunate dalla stessa filosofia e caratteristiche di prodotto: modernità, materiali di altissimo livello e look fortemente caratterizzato.Con sede principale a Mira (dove nel 1951 è stata fondata l’azienda capostipite Compagno Confezioni, successivamente ribattezzata Incotex - Industrie Confezioni Tessili), l’azienda ha ultimato nel 2012 la fusione delle diverse società che sono andate a comporre il gruppo nel tempo (Industrie Confezioni Tessili Spa, Slowear Surl, Slowear Retail e Zanone), facendole confluire in un’unica realtà.

La sfida

Realtà di spicco nel panorama Fashion, Slowear rappresenta un classico esempio di successo della più tipica imprenditorialità e creatività Made in Italy. La crescita delle quattro aziende, che per anni hanno rappresentato i pilastri di business del gruppo, è stata infatti costante e inarrestabile, al punto da aver portato in tempi recenti alla fusione delle diverse società in un’unica e più grande realtà, capace di affrontare al meglio le sfide di un mercato sempre più globale. Il risultato è che oggi Slowear opera come un unico brand sotto cui raccoglie etichette complementari (Incotex, Zanone, Montedoro e Glanshirt), caratterizzate da una filosofia comune: proporre in tutto il mondo indumenti di alta qualità, capaci di durare nel tempo.Dal punto di vista del business, il consolidamento ha impresso da subito un forte slancio ai flussi di lavoro del gruppo, che ha dovuto inevitabilemente procedere allo snellimento delle procedure interne per crescere in efficienza. Appena costituita, Slowear ha optato, quindi, per una forte semplificazione delle attività in area industriale, in modo da sostenere nuovi progetti come lo sviluppo del retail su alcuni mercati strategici.

Si vanno a inserire in questo contesto gli ultimi indirizzamenti tecnologici decisi dall’azienda, orientata a identificare una formula di gestione infrastrutturale capace di semplificare una complessità data non solo dalla compresenza di un ambiente Windows su piattaforma Intel x86 per l’operatività tradizionale e di una piattaforma As/400 per l’utilizzo del gestionale, ma anche dalla necessità di erogare a sedi dislocate su fusi orari diversi gli stessi servizi It 24 ore su 24. A questa prima e più urgente necessità, si è andata, poi, sommando l’esigenza di estendere alla forza lavoro mobile l’opzione di virtualizzazione già a diposizione dei desktop aziendali.

“La nostra esigenza - esordisce Stefano Simionato, IT Manager di Slowear - era quella di trovare una soluzione che offrisse la possibilità, sia agli utenti mobili che a quelli delle filiali/showroom internazionali, di utilizzare le applicazioni aziendali attraverso un’interfaccia robusta e sicura, ma soprattutto indipendente dal dispositivo. Parallelamente, la nostra presenza a livello mondiale ha portato alla luce la necessità di utilizzare servizi caratterizzati da un elevato grado di disponibilità e affidabilità, possibilmente a costi contenuti. In quest’ottica e con l’obiettivo di semplificare la gestione delle postazioni di lavoro da parte delle risorse It interne, abbiamo iniziato a considerare l’opzione dei servizi gestiti in cloud”.

Il partner progettuale e implementativo identificato dall’azienda per essere supportata in questo percorso tecnologico è stato trovato in CBT, fornitore consolidato di Slowear nella regolare erogazione di apparati e servizi, già prima del processo di fusione.

“Gli obiettivi a cui siamo stati chiamati - precisa Luca Cabbia, Sales Account di CBT - prevedevano un’innovazione tecnologica in grado di permettere la virtualizzazione di tutte le postazioni di lavoro, spingendo in particolare su quelle in mobilità. Accanto a questo è stato richiesto un migliore livello di servizio attraverso tecnologie cloud in grado di consentire allo staff It una maggiore concentrazione sulle attività core del gruppo”. Tutto ciò ha spinto CBT, in stretta collaborazione con un prestigioso partner tecnologico come Intel, all’elaborazione di un Proof of concept basato su architetture di ultima generazione, in grado di garantire non solo elevate prestazioni, ma anche un’omogeneità di fruizione dei servizi e delle applicazioni, indipendentemente dai device in uso.

“Nello sviluppo del progetto abbiamo focalizzato da subito l’attenzione sull’aspetto della mobilità e sulla necessaria ottimizzazione dell’infrastruttura di CBT per una corretta erogazione dei servizi in cloud richiesti - commenta Alberto Fabiani, Emea Solution Provider Business Development Manager di Intel -. Sulla parte mobile, in particolare, abbiamo spinto sull’ultilizzo di tablet equipaggiati di tecnologia Atom Z3000, in modo da eliminare qualsiasi rischio di decadimento delle performance. Per l’aspetto infrastrutturale ci siamo, invece, orientati su server con processori Xeon E5-2600, capaci di garantire efficienza energetica e altissime prestazioni al data center di CBT”.

“L’esperienza e la competenza di CBT, sapientemente miscelate con le tecnologie Intel - commenta Simionato -, ci hanno permesso di apprezzare i vantaggi del progetto proposto” e strutturato su quattro pilastri fondamentali: fornitura di dispositivi mobile e thin client, erogazione in cloud di virtual desktop Citrix (in sostituzione della piattaforma di virtualizzazione desktop Vmware già in uso), configurazione della connessione per l’accesso alle applicazioni aziendali dai device mobili forniti e connettività cifrata tramite tunnel ipsec.”“Da parte nostra - prosegue Simionato - è stato particolarmente interessante testare quanto prospettato nel Poc attraverso l’utilizzo di tablet forniti e adeguatamente configurati dalla stessa CBT”. Proprio per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, Slowear ha potuto addirittura accedere a device con tecnologie Intel non ancora disponibili sul mercato, valutandone le prestazioni prima di chiunque altro.

Dal Poc agli sviluppi futuri

Analisi, progettazione e implementazione sono state le classiche fasi del progetto, che ha impiegato due risorse interne a Slowear solo per un paio di giornate, il tempo necessario per fornire a CBT le informazioni indispensabili alle parametrizzazioni del caso. Complessivamente le tre fasi del progetto hanno richiesto circa nove giorni di lavoro: tre per l’assessment, due e mezzo per lo sviluppo e altri tre giorni per le attività di roll out. “Su scala temporale abbiamo iniziato a parlare a giugno del Proof of concept per arrivare all’implementazione del progetto poco prima dell’estate - sottolinea Cabbia -. Nella fase di prevendita, particolarmente importante è stato come sempre il supporto di Intel e la sua disponibilità a fornire dispositivi per tutte le indispensabili operazioni di testing”.Quattro le risorse di CBT coinvolte: una figura di presale, un It architect e due system engineer impegnati nel disegno della soluzione sulla base delle esigenze espresse da Slowear, che vanta uno staff It in grado di operare da efficace trait d’union tra le line of business e i sistemi informativi. Anche per questo, una volta implementata, la nuova soluzione non ha incontrato particolari resistenze interne, registrando anzi un buon livello di gradimento e numerose richieste relative all’utilizzo aziendale dei dispositivi personali.

“Il ricorso a soluzioni Citrix su piattaforma Intel - sottolinea Cabbia - ha permesso a Slowear di coprire efficacemente le esigenze di mobility e di virtualizzazione, mettendo a disposizione degli utenti delle diverse sedi tre applicazioni fondamentali: il pacchetto Office per la produttività, Lotus Notes per la posta elettronica e il gestionale su As/400. La scelta di mettere in cloud le risorse è stata, invece, particolarmente apprezzata per la flessibilità tecnica ed economica che questa opzione è stata in grado di offrire”. Per quanto riguarda specificatamente l’aspetto economico, Slowear non ha, comunque, effettuato un preciso calcolo del ritorno sull’investimento, poiché il Roi è apparso subito evidente dal notevole recupero d’efficienza.

“Lo stesso incremento di produttività delle persone attraverso device che non conoscono cali di prestazioni e rendono semplice l’accesso alle informazioni attraverso un’interfaccia touch ha contribuito ulteriormente a questa evidenza” prosegue Fabiani, sottolineando, come più in generale, la facilità di gestione e la piena sicurezza garantita da un ambiente standard Windows- Intel abbia rappresentato un ulteriore punto a favore della soluzione proposta, aprendo la porta a future implementazioni su più ampia scala. “La soluzione, così come è stata implementata, ci sta inducendo a valutare ulteriori migrazioni di applicativi e server nel cloud, riprioritizzando gli investimenti It - sottolinea Simionato -. In questi passaggi il supporto di CBT come system integrator capace di lavorare con grande expertise su piattaforme Intel x86 e As/400 sarà fondamentale per garantirci il giusto supporto nella crescita e nella semplificazione della gestione It”.

In particolare è già in fase di studio un progetto per l’esternalizzazione di tutta la piattaforma As/400, affidando al datacenter di CBT l’erogazione delle diverse applicazioni in modalità di servizio. “Le conoscenze maturate in quest’ambito - sottolinea Cabbia - ci rendono un player particolarmente interessante sul mercato. Attraverso la forte partnership che ci lega a Intel, siamo infatti in grado di fornire alle aziende soluzioni chiavi in mano che semplificano Con la tecnologia Intel® vPro™, l’assistenza alle postazioni di lavoro avviene da remoto, anche a personal computer spento o con sistema operativo corrotto. la gestione delle infrastrutture, alleggerendo i tempi uomo su tutta una parte di attività che non è tipicamente core per le imprese. Il momento pare particolarmente favorevole a questo tipo di servizi, poiché oggi le aziende non sono più propense a investimenti in cui vengono immobilizzati migliaia di euro per l’It. Piuttosto preferiscono attingere a servizi cloud flessibili e modulabili, in grado di riflettere le dinamiche del proprio business”.

30 gennaio 2014
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