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CeTIF, TAS Group e ASSIOM FOREX insieme per la ricerca “Intraday Liquidity Management & T2S”

Milano, 1 ottobre 2015 – Sono stati presentati la settimana scorsa, in occasione della Commissione Mercato Monetario ASSIOM FOREX, i risultati della ricerca: “Intraday Liquidity Management & T2S: effetti e benefici attesi della nuova piattaforma per il regolamento titoli sulla gestione della liquidità ”, che ha permesso di monitorare le progettualità e gli impatti attesi sulle attività di gestione della liquidità e del collaterale svolte all’interno delle tesorerie bancarie italiane alla luce dell’implementazione della nuova piattaforma per il regolamento titoli.

Il panel degli intervistati, composto grazie alla collaborazione di Assiom Forex, ha visto la partecipazione di 14 istituzioni finanziarie italiane che nel loro insieme costituiscono la maggioranza della liquidità gestita dal sistema bancario italiano. Le aspettative sono state indagate con riferimento a due orizzonti temporali : il primo semestre 2016, in corrispondenza di Wave 2 di T2S, ed il secondo semestre 2017, in corrispondenza dell’ultima Wave di T2S (Wave 4). Gli ambiti di indagine hanno riguardato i benefici attesi, i costi di investimento sostenuti e running attesi, i cambiamenti nella gestione della liquidità, anche infragiornaliera, e del modello operativo alla luce dell’entrata in vigore di T2S. L'indagine si è svolta prima del kick-off operativo della nuova piattaforma e pertanto fornisce un‘indicazione delle aspettative non influenzate dall'operatività su di essa, ma che sicuramente hanno risentito del travagliato periodo di test.

Le scelte strategiche di adesione delle istituzioni italiane mostrano in questa fase una assoluta eterogeneità, il campione infatti si suddivide equamente tra le quattro possibili modalità di adesione a T2S: diretta titoli e cash, diretta cash e indiretta titoli, indiretta cash e titoli e, in ultimo, attraverso payment bank. Queste diverse scelte riflettono i modelli di business differenti delle istituzioni a significare che le complessità del business, in termini di internazionalizzazione, dimensione ed esposizione finanziaria e di liquidità, incidono direttamente anche sulle scelte di adesione agli standard operativi di T2S e sulle competenze specialistiche di tesoreria.

Complici le difficoltà riscontrate nel periodo di test della piattaforma, le istituzioni finanziarie italiane dichiarano di percepire il raggiungimento di maggiori benefici in Wave 4 (quindi al termine del 2017), in corrispondenza della completa implementazione della piattaforma in tutti i paesi europei aderenti. Per ora, l’adesione parziale del sistema europeo non permette di far percepire appieno i vantaggi.

Sul fronte delle tipologie di benefici, le istituzioni riconoscono a T2S la capacità di migliorare l’ottimizzazione nella gestione del collateral management (raggiungibile completamente secondo il 43% dei rispondenti) e la possibile riduzione di prefunding cash per mezzo dell'auto collateral, realizzabile secondo il 64% dei rispondenti in Wave 4. Sembrano invece meno percepiti come benefici realizzabili: la riduzione dei costi operativi, percepita come realizzabile pienamente dal 14% dei rispondenti e la riduzione dei costi di back office, del tutto realizzabile in Wave 2 per lo 0% dei rispondenti, percentuale che anche per il 2017 rimane bassa attestandosi al 7%.

Sul fronte dei costi di implementazione, si osserva un forte divario rispetto ai livelli di investimento che sono, come atteso, dipendenti e proporzionali alle scelte di adesione: infatti, i partecipanti diretti dichiarano di avere un livello di investimento superiore al milione di euro mentre gli aderenti tramite payment bank dichiarano di aver sostenuto investimenti inferiori ai 200k. Ma T2S richiede anche dei costi di running, ai rispondenti è stato richiesto di esprimerne una misura qualitativa ed è emerso che si prevedono costi in aumento per quanto riguarda soprattutto il supporto IT, voce per la quale secondo il 69% degli intervistati è previsto un aumento a seguito dell’introduzione di T2S. Invece, i costi relativi alla struttura organizzativa sono ritenuti costanti dal 62% dei rispondenti. Infine i costi relativi a settlement e servizi di post-trading sono previsti come costanti dal 46% ed in diminuzione dal 23% dei rispondenti mentre il 31% ritiene che saranno superiori ai livelli di costo sostenuti prima dell’implementazione della piattaforma.

La gestione della liquidità alla luce di T2S subirà dei mutamenti: secondo il 58% dei rispondenti T2S produrrà netti miglioramenti nella gestione di cash e titoli entro Wave 4 in forte crescita rispetto all’a nno precedente (Wave 2) dove la più alta concentrazione di rispondenti (57%) si mantiene su livelli di efficienza inferiori, prevedendo miglioramenti contenuti.

Per il 91% degli intervistati sarà possibile inoltre una gestione integrata che consentirà la gestione dell’intraday liquidity e del collaterali in tempo reale. “L’attività di ricerca ha messo in evidenza come le tesorerie delle banche italiane si attestino su alti livelli di efficienza per quanto riguarda la gestione dell’intraday liquidity. Esistono tuttavia spazi di miglioramento su alcuni aspetti tecnologici di integrazione sul modello operativo” , afferma Chiara Frigerio, Professore di Organizzazione Aziendale - Segretario Generale, CeTIF. Entro il 2017 solo il 42% dei rispondenti prevede che l'u tilizzo di T2S porterà ad una forte standardizzazione del modello operativo e ad un conseguente efficientamento delle strutture di tesoreria.

Per quanto riguarda il modello tecnologico, emerge una chiara indicazione di implementazione dei sistemi di Forecasting e per la simulazione di Stress Test, infatti l’indicatore che vede un maggior incremento nell’efficienza tra Wave 2 e Wave 4 è l’integrazione intraday e regolamento titoli e cash: si verifica un aumento del 28% di coloro secondo i quali le informazioni verranno reperite da fonti complete e standardizzate e non avranno bisogno di ulteriori elaborazioni prima di essere trattate.

Nonostante però la qualità dei dati a disposizione abbia raggiunto una maturità adeguata, il livello di efficienza rilevato rimane ancora basso; tra gli elementi che possono contribuire al suo miglioramento vi sono: modellizzazione dei pagamenti, analisi dei dati storici e simulazioni di «what if scenario». “La digitalizzazione abilita il cambiamento del business in banca come in qualsiasi sistema produttivo; agendo sui sistemi informativi si migliorano integrazione e fruibilità delle informazioni per analisi approfondite, ad esempio di possibili rischi o aree di ottimizzazione, e per sintesi e previsioni tempestive, che pe rmettono di anticipare la gestione di fenomeni imprevisti e dei relativi rischi”, ha commentato Roberto Bruschi, Business Expert di TAS.

02 ottobre 2015
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